08 Settembre 2008

Nell' anniversario della vergogna

<<Un popolo che perde la propria memoria storica è un popolo destinato alla servitù fisica e morale, prima, alla perdita della sua identità nazionale, poi, e, infine, alla sparizione. A poco potranno giovargli - come all' italiano - l' essere stato autore di ben tre civiltà, il fatto di possedere il 90% dei monumenti d' arte di tutta l' Europa, il favellare nella lingua più armoniosa e bella del mondo, l' avere le donne più belle e gentili del globo terracqueo, e l' aver avuto gli uomini più intelligenti e valorosi del genere umano. Nulla da fare, un siffatto popolo, che dimentichi chi è e che cosa ha fatto, è destinato a sparire.

Come da noi sono spariti i Romani quando non solo il retaggio del sangue ma anche quello della cultura venne a mancare, quando si chiusero i templi, ma anche le biblioteche, quando, di fronte all' imminente pericolo ostrogoto, c' era un papa che s' infuriava con quei giovani che di notte avevano cercato di riarprire il tempio di Giano per tener lontano il nemico e ingiungeva loro di smetterla di ispirarsi alle storie di Tito Livio - cui poi sarebbe stato dato fuoco - ma legger piuttosto i Salmi penitenziali e piangere sui propri peccati. Allora Roma morì, perchè vennero spente le idee ed i ricordi, sui quali si sarebbe potuto ricostruire un consenso popolare e un' aristocrazia senatoria, al posto di quella estinta dalla spada barbarica in quel sesto secolo terribile.

Ora, noi Italiani in quest' ultimo mezzo secolo ci troviamo ad affrontare un simile pericolo, trovandoci di fronte all' incessante e forsennata campagna, condotta però con astuzia sopraffina, intesa a farci dimenticare chi siamo e come siamo divenuti quello che siamo, non solo, ma "come dobbiamo riessere", per recuperare il posto che ci compete nel concerto delle Nazioni.[...]>>


Pio Filippani Ronconi



Questo breve stralcio che ho tratto dall' inizio di un fascicolo in mio possesso rende bene l' idea di quella che è attualmente la situazione dell' italia: essa ha sostanzialmente perso se stessa ed il collegamento con i propri avi. Ciò che si è faticosamente costruito con il risorgimento ed anche (e qui molti inorridiranno) con il regime fascista, condannabile o meno che possa essere quest' ultimo, è stato spazzato via dalla guerra civile del 1943, da quel momento l' italiano è stato sostituito dall' italiota ed i piccoli beceri campanilismi hanno preso il sopravvento sull' unità nazionale, che non significa mero livellamento, bensì unità nella diversità.
Quando quel qualcosa in grado di unire persone con identità (campanilistiche in questo caso) differenti viene meno, l' idea di nazione e di popolo, le differenze invece di arricchire diventeranno irrimediabilmente un pretesto per dividere, e non è un caso che il paese che a noi più si avvicina in questo, la Spagna, sia stato diviso anch' esso da una sanguinosissima guerra civile, le cui ferite ancora tardano a rimarginarsi, in quanto (come qui in italia) si preferisce fare politica parlando di buini e cattivi, combattenti per l' oppressione tirannica e combattenti per la liberazione del popolo, piuttosto che parlare di Italiani (o Spagnoli) che lottavano entrambi per quello che ritenevano potesse giovare maggiormente al proprio paese.

La verità è che gli italiani ormai hanno accettato, abituandocisi, il fatto di essere perenne colonia delle potenze straniere, il classico "franza o spagna purchè se magna!". Lo dimostra che siamo l' unico popolo al mondo a festeggiare una sconfitta militare, il 25 aprile, come festa nazionale. Si possono criticare le ragioni della guerra ma dire che sia stata una vittoria ed una liberazione, quando l' italia intera era un cumulo di rovine a seguito dei bombardamenti indiscriminati degli "alleati" è veramente da ospedale psichiatrico.

Ci fate caso al fatto che per la odierna crisi tra Georgia e Russia, quando si tratta di scegliere una linea politica da adottare a tal proposito, si dice sempre che bisogna aspettare l' elezione del prossimo presidente americano per decidere.. Già, per uniformarsi ai dettami del padrone di turno.. Ma un popolo di questo genere come può essere rispettato all' estero? (E questo vale anche per gli altri ex-europei, ora diventati come noi o più di noi colonia della cultura occidentale dei fast-food che con l' europa ben poco ha a che spartire)

Il popolo italiano, per tornare ad essere fiero, dovrebbe ricollegarsi con quell' ideale di bellezza e armonia che era proprio dei romani,la sobria ed austera grandezza d' animo che fece si che l' ambasciatore greco che entrò nel senato, aspettandosi di trovare una congrega di barbari, si trovo dinnanzi ad un concilio di Re.

Ciò a cui ci ispiriamo e ciò con cui ci identifichiamo ci plasma, c' è poco da fare. Se il popolo italiamo oggi è così, significa che va rieducato e ricostruito dalle sue ceneri, perchè il compito di un governo per me non è tanto vare la volontà del popolo (ma esiste questa volontà o è essa stessa costruita a tavolino?) ma al contrario COSTRUIRE IL POPOLO.

Quando si ritornerà a fare questo si potrà tornare a dirsi fieri di essere Italiani in giro per il mondo, per ora continueremo ad identificarci con lo stereotipo da "o sole mio" e da suonatori di mandolini che ci affibiano gli altri.. evidentemente ci piace farlo.

 
28 Aprile 2008

Asgardsrei

"Il sangue degli Eroi è più caro agli Dèi dell' inchiostro dei sapienti e delle preghiere dei devoti"



In questi giorni, nel 1945, si consumava a berlino l' ultima battaglia del Sangue contro l' oro:il mondo intero era accorso a difendere la capitale di quello che sarebbe dovuto diventare un impero mondiale destinato a durare per un millennio.
Quello fu uno scontro di civiltà e di visioni del mondo, tutte le energie divine si catalizzarono sotto la bandiera del sole nero, lo swastyka destrogiro del ritorno alle origini.
Far terminare l' età oscura del Kali-Yuga riportando quella aurea del Satya Yuga, questo era lo scopo che l' Uomo incarnante l' archetipo Wotanico si era prefisso. Gli Hindu stessi avevano riconosciuto costui come la penultima incarnazione di Vishnu (l' unica a manifestarsi in Europa) prima di Kalki, il bianco cavaliere che porterà la fine del ciclo assieme a morte e distruzione per tutto ciò che è corrotto.
Ogni religione era rappresentata da quel magnifico vessillo che un tempo sventolava in Eurasia: nelle Waffen SS, futuro ordine aristocratico dell' Ordine Nuovo, erano presenti Pagani germanici e scandinavi, cattolici come Lèon Degrelle e i volontari della divisione francese "Charlemagne", Ortodossi, Musulmani bosniaci e non della "Handzar", Hinduisti della "Freies Indien", i da poco conosciuti volontari pellirossa americani (quindi spiritisti totemici) ed infine, si dice, anche alcuni monaci buddhisti (forse tibetani portati in germania dopo la missione di Shafer)i cui corpi sarebbero stati ritrovati in unifirmi SS tra le macerie di Berlino.
Solo gli occhi acciecati dalla disinformazione del dominio mondialista (antitesi dell' idea imperiale per eccellenza) possono non scorgere la grandezza che si celava in quegli anni, basti pensare alla divisione "Prinz Eugen" nella quale combattevano volontari balcanici sia cattolici che musulmani, tutti sotto il segno pagano della Runa di Wotan!
Ogni esclusivismo religioso è superato nell' impero, poichè esso è universale ed esalta l' identità di ogni popolo che voglia riconoscersi nel volo delle aquile.

Io chiamo tutto questo "Poesia", altri vogliono chiamarlo "Male Assoluto".

Già, perchè oggi combattere nel nome della transcendenza è considerata follia, solo l' interesse individuale è degno di sacrici.
Ci si chiede dunque ancora il perchè del motto "Gott mit uns" inciso sulle fibie dei soldati dell' impero? Con chi dovrebbe essere stato Dio?
Con coloro che adoravano il denaro erigendo a quell' idolo templi bancari ad ogni angolo delle strade (oggi in Europa le banche hanno preso il posto delle chiese)?
Oppure con coloro che distruggevano e saccheggiavano chiese ortodosse prima, templi buddhisti e tibetani dopo, nel nome della credenza che la religione fosse "l' oppio dei popoli", riducendo l' uomo, privato della trascendenza, a mero macchinario sottostante a rapporti di produzione? Ciò è la parte che va a imporsi sulla totalità.
No, Dio, qualunque nome gli si voglia dare (per me va bene un qualsiasi nome di padre degli dèi indoeuropeo, poi fate voi) non poteva e non potrà mai stare con costoro.

Quando i moderni vogliono ridurre quel fenomeno maestoso ad un qualcosa di esclusivamente tedesco io amo fargli notare (pochi lo sanno) che il Fuhrerbunker di Berlino fu difeso dai francesi della "Charlemagne", dagli scandinavi della "Nordland" e dai volontari lituani della "Latvia": tutti parte delle Waffen SS.
Tuttavia ora sto ricordando una sconfitta (materiale), non sto celebrando una vittoria.. D' altronde il fatto che gli Hindu riconobbero il futuro imperatore d' Eurasia come penultima incarnazione di Vishnu e non come ultima ha sicuramente il suo significato: Egli doveva evidentemente preparare il terreno all' avvento di Kalki. Per riportare l' età aurea esistono due vie: la via della mano destra e la via della mano sinistra.

La via della mano destra consiste nel riparare: si tenta di invertire il corso della decadenza ridando vita a forme ormai prive della loro sostanza vitale, rinsaldando e ricostruendo ciò che giace in rovina.
La via della mano sinistra consiste nel distruggere per poi ricostruire: quando si constata che la sovversione è oramai troppo forte si può decidere di distruggere ogni forma residuale di ordine costituito per fare in modo che il crollo avvenga più rapidamente, così facendo (come una colata lavica che dopo la distruzione rende fertile il terreno) si fa in modo che la rinascita possa avvenire più rapidamente.

Egli praticò entrambe le vie.

La via della mano destra era quella più evidente ed avrebbe avuto successo in caso di Vittoria militare, dando vita quindi all' impero millenario; la via della mano sinistra era quella più nascosta ed ha avuto successo nel portare con se tutte le energie sane d' europa e del mondo (solo l' Islam tradizionale, al giorno d' oggi, sembra ancora resistere) in modo da far sì che la sovversione, rimasta a piede libero, finisca per divorare se stessa nel modo più veloce possibile.

Per chi è sopravvissuto a quella tempesta d' acciaio, non essendo nato che da pochi decenni a quest parte io dico:
Scoraggiarsi non serve! Se si nasce in una determinata epoca e si giunge a determinate conclusioni non è per caso. Una azione, per piccola che possa apparire, compiuta al giorno d' oggi, nella parte finale di questo ultimo ciclo oscuro, vale più della creazione del più grande degli imperi nell' età aurea, poichè oggi, nell' oscuramento del divino, nel Ragna-Rokkr, ogni cosa ci è avversa. Verrà tuttavia il momento in cui gli Eroi di ieri e di oggi usciranno dalle sale degli Dèi dove avevano in precedenza banchettato, andando a costituire l' esercito di Wotan: l' ASGARDSREI!
Allora chi sarà degno di quel momento potrà reincontrare tutti i fratelli che non ha mai conosciuto, per prender parte all' ultima battaglia del Sole contro le tenebre.

WOTAN MIT UNS!


 
28 Marzo 2008

Orfani delle aquile


Questo in origine doveva essere il testo di un gruppo black metal che avrei voluto fare, l' unico. Lo posto perchè tanto mi sono rotto le palle sia di quell' ambiente sia dell' idea di cantare in qualsivoglia gruppo (magari poi cambierò idea, chissà).

In ogni caso questa "poesia" parl della battaglia del fiume Frigido, dove l' imperatore cristiano Teodosio, reggente dell' impero romano d' oriente, si scontrò, sconfiggendolo, con l' esercito pagano dell' imperatore d' oriente, il Principe Flavio. Quest' ultimo era cristiano, però aveva ridato vita agli antichi culti gentilizi romani, comprendendo che era sulla "Pax Deorum", l' antico patto sancito da Romolo con gli dèi, che si basava la grandezza di Roma. I pagani sembravano trionfare in battaglia quando il fato volle che la bora soffiasse contro di loro, accecandoli.. Evidentemente gli dèi hanno voluto così, quel ciclo doveva chiudersi per fare spazio ad un dio straniero venuto dal deserto..
Da quel momento in poi, dopo quella atroce sconfitta, sarà il cristianesimo ad imperare in Europa, scacciando dalle città e dalle foreste gli antichi dèi. Da quel momento chi sarà fieramente pagano sarà scacciato o, come avviene ai giorni nostri, deriso da coloro che, se ieri facevano di un uomo inchiodato su uno strumento di tortura per schiavi l' oggetto della loro devozione, glorificando la sofferenza come via per il paradiso (notare la morale da schiavi!), oggi è verso il denaro che rivolgono le loro speranze, fatale conseguenza del trionfo del culto del CREDERE su quello del SAPERE.

Forse un domani, quando questa marcescente pustola chiamata "civiltà occidentale" sarà scoppiata per l' eccesso di pus che covava al suo interno, forse allora gli dèi torneranno nei boschi, le ninfe saranno nuovamente le signore di ruscelli e laghi, deliziando con il loro canto le orecchie dei mortali tanto fortunati da incontrarle.. Perchè gli dèi sono immortali ed eterni, non possono essere cancellati dall' uomo.. Solo dimenticati..






1/3/2007

O aquila, fuggi lontano da questo cielo!
D’ ora in poi solo corvi voleranno su noi.
E tu, lupa, mai più avrai figli di stirpe guerriera!
Guaisci sbranata da branchi di sciacalli.
Ardete in un empio fuoco, libri sibillini!
Un aureo destino si fa cenere con voi.
Cessa di pulsare, cuore infuocato di Vesta!
Nessuna vergine veglierà al tuo fianco.
I nostri corpi rimarranno sepolti
Sotto i flutti del fiume frigido.
Dite che seguimmo un duce usurpatore,
dite che credemmo a vecchie superstizioni.
Guardate la nostra ultima marcia verso l’ Ade
Il fatale vento unisce la polvere alle nostre lacrime.




Io non vi ho dimenticato, o dèi.

 
22 Dicembre 2007

Solstizio

 

Con le vesti di oggi copri la tua armatura,
di questa notte non avere paura
ma accendi dei fuochi nelle foreste più buie,
lungo le valli, tra nebbie e pianure .
Accendi dei fuochi in mezzo alla neve,
sulle cime più alte, tra le rocce più scure .
Sciogli ogni giorno un nodo dal cuore
e come preghiere le gocce del tuo sudore .
Non avrai più negli occhi lacrime da regalare
ma due perle nere, tra il miele ed il sale .
Accendi dei fuochi sulla sabbia del mare,
nelle dolcissime sere, tra le polvere e il pane .
Accendi dei fuochi ovunque tu sia,
quando sulla tua terra è la notte più buia .
Insegui la pace, ma non temere la guerra
e germoglierà il seme sulla tua terra .

E non starli a sentire, non starli a guardare
e sentirai la vita nei tuoi polsi vibrare .
Accendi dei fuochi nella tua mente,
nessuno è a te uguale, tutto ti è differente .
Accendi dei fuochi, rimani a vegliare
e sarà nuova luce e potrai respirare .
Scenderà questa Luna, si spegneranno le stelle,
tornerà il sole sulla tua pelle .
E se sarai solo per la tua strada
stringi la mano, impugna la spada .
Accendi dei fuochi tra il vento ed il cielo
e già nelle mani è il profumo di battaglie e di fieno .

[Zpm-Solstizio]

 
26 Novembre 2007

Freikorps: I marinai proscritti delle tempeste d' acciaio


La repubblica di Weimar fu degna di essere definita come uno dei più grandi laboratori ideologici e politici; è infatti li che si sviluppò il movimento che (secondo una definizione degli anni ’50) prese il nome di “Rivoluzione conservatrice”. Nonostante i tentativi successivi di alcuni intellettuali di scindere nettamente questo fenomeno dall’ avvento del nazionalsocialismo, va detto che i suoi confini erano estremamente labili ed indefiniti e che quindi non è possibile raggrupparne tutti gli esponenti sotto un'unica etichetta; se infatti è vero che pochi di loro aderirono al regime, è altrettanto vero che le idee da loro propugnate trovavano una reale attuazione nelle opere e nella visione del mondo del terzo reich. Ma chi erano in realtà costoro? Loro erano la generazione che, partita volontaria per la grande guerra venne sconvolta dall’ esperienza in cui l’ uomo si trovò per la prima volta nella storia a dover fronteggiare le macchine in vere e proprie “tempeste d’ acciaio”, tempeste che non possono lasciare indifferente nessuno. Tuttavia, se in “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Remarque viene narrata la storia di coloro che dalla tecnica furono piegati, nelle opere di Junger e Von Salomon trovano posto coloro che hanno accettato la guerra così come è usandola quindi come strumento di crescita interiore. Pur sapendo che il modo di combattere è variato dai tempi dei cavalieri,mai si abbandonarono alla nostalgia;al contrario in loro nasce una nuova forma di eroismo: quella dell’ uomo che combatte la macchina, quella di colui che porta sempre la guerra in sé, avendo come patria il campo di battaglia e come famiglia i suoi camerati, quella dell’ operaio che vive la vita civile come se si trovasse in trincea, usando la tecnica senza farsi schiacciare da questa.
Significativa a tale riguardo è la bellissima scena de “i proscritti” nella quale l’ autore, cadetto sedicenne, assiste al ritorno dei soldati tedeschi sconfitti nella sua città: la popolazione decide di festeggiarli anche se sono stati sconfitti, dopotutto avevano fatto tutto quello che potevano combattendo per la loro patria.. Così i borghesi sventolavano le bandiere nazionali e le ragazze tiravano fuori al passaggio dei militari. Tuttavia i soldati non guardavano chi li festeggiava, sembrava quasi che non vedessero nessuno attorno a loro, tiravano avanti senza che sul loro volto si notasse la seppur minima emozione: quelli che li circondavano non erano loro concittadini, quella che li festeggiava non era più la loro nazione, erano le campagne devastate dai bombardamenti la loro vera casa.

Questa visione del mondo trova la sua perfetta incarnazione nell’ epopea dei “Freikorps”, i corpi franchi che furono tra i protagonisti dei combattimenti nel baltico, nella Pomerania, nell’ alta Slesia e dell’ orgia di sangue che si verificò nella repubblica Weimariana: la guerra civile strisciante tra i nazional-rivoluzionari di destra e i comunisti. Loro non combattono più per la vecchia nazione, quella del reich guglielmino, loro combattono per una nazione da creare, per un uomo nuovo, loro vogliono la mobilitazione totale e la sborghesizzazione delle masse attraverso un nichilismo attivo e violento che sappia operare una militarizzazione dell’ anima.
Tuttavia costoro non puntavano al successo, per essi solo l’ adempimento era importante, non stupisce quindi che furono superati e battuti in campo politico dai militanti delle SA nazionalsocialiste che invece, sapendo dialogare anche con il popolo ed avendo cultura politica, puntavano al raggiungimento di entrambi gli obiettivi. Dopo gesti eclatanti come l’ uccisione del ministro degli esteri Rathenau e le rivolte contadine, ai quali partecipa Von Salomon, e l’ attivismo politico a cui prendono parte sia lui che Junger, a loro non rimane che la delusione e l’ amarezza di constatare come l’ applicazione delle loro idee, effettuata dal regime, sia diversa da come loro se lo aspettavano; ma la verità forse è che l’ unica disciplina che adatta a loro era quella del campo di battaglia dove, come capitani di un vascello immerso in una tempesta d’ acciaio, trovavano la loro unica dimora possibile.

Tags: scritti
 
02 Novembre 2007

Santur: il Nero Sole degli Ari

Il sole interiore: argomento questo assai arduo ad essere trattato, visto che è di numi e realtà archetipiche e dunque non appartenenti alla sfera del sensibile che si andrà a parlare. Chi scrive è ora in uno di quei radi momenti in cui a predominare il lui è la qualità Mithra, solare ed ascendente e quindi più difficile da risvegliare in sé rispetto a quella Marte, propria ad ogni Kshatriya (guerriero) e necessitante di una adeguata integrazione per condurre alle giuste mete dello spirito.
Il lettore dovrà sapere che, se i popoli antichi, di stirpe indoeuropea (Aria dove per “Ariano” si intende “di nobile stirpe”, “ben nato”, “uomo nobile”) adoravano il Sole, non era certo a quella realtà materiale fatta di idrogeno e elio che essi si rivolgevano (almeno in periodi precedenti alla decadenza dei culti gentilizi) ma bensì ad una realtà presente in un piano situato al di sopra del mondo sensibile, una realtà quindi fatta di spirito e non di molecole aggregate. Dunque un Sole spirituale, interiore, che con il passare delle ere si andò sempre più eclissando, un Sole Nero quindi.
Il suo nome è Santur ed Esso va a contrapporsi ad Adon-Ai, vale a dire al sole che tutti noi vediamo concretamente, semplice simulacro di quello che un tempo ci appartenne e che ora non getta più la sua luce sulle genti Indoeuropee. Santur necessita infatti di essere scoperto dentro di noi, egli è Mithra: il dio delle caverne, un dio sotterraneo, e ciò non in quanto appartiene alla terra e ai suoi più bassi istinti, ma in quanto è nascosto agli occhi di chi non sa vederlo in sè, di chi non è in grado di salire i sette gradini della scala della conoscenza per divenirne messaggero, “Heliodromos” e infine figlio spirituale e “Pater” di coloro che hanno iniziato dopo di lui il medesimo cammino di risveglio dal sonno della coscienza.
Questo nume, questa energia, muoveva i legionari del tardo impero romano, donando loro la necessaria luce per diradare le tenebre incombenti sull’ impero, la cui aquila volteggiava oramai in preda agli spasmi, non più capace di guardare dritto negli occhi l’ eone fiammeggiante che un tempo la guidava.
Questa luce brilla anche alla mezzanotte, mostrando la via agli scalatori di vette oniriche, questa luce è la fiamma imperitura della Tradizione primordiale, il fuoco iniziatico UR; una qualità che, pur quasi impossibile da risvegliare totalmente per un uomo dei tempi ultimi, può gettare un flebile raggio di luce sporadica andando ad illuminare per un breve istante le tenebre dell’ èra in cui ci troviamo a vivere.



"Il sole originario della gloriosa prima umanità per il momento si è eclissato, è un Sole Nero, ma esiste ancora.
Al suo posto brilla ora un altro Sole, ma non quello degli Ari. E' un sole sostitutivo, che non appartiene al popolo indoeuropeo e non gli da forza. E' un falso sole."

[da "Gli Archeologi di Himmler"]

<<SANTUR
SUNUR SAGA SANTUR TOE
SINTYR PERI FUIR SPREUEH
WILIGOTI HAGA THARN
HALGA FUIR SANTUR TOE.>>
[Mantra di Halgarita][*]



[*]Questo passo è tratto da una sorta di poema sacri scritto da Karl Maria Wiligut, alias Weisthor, sacerdote delle SS esperto di ariosofia e prediletto da Himmler come suo maestro spirituale; la lingua utilizzata è una lingua nordica creata dallo stesso Weisthor

Tags: scritti
 
11 Settembre 2007

Un altro undici settembre

Mentre c' è chi oggi ricorda l' anniversario dell' attentato/complotto che gli americani si sono inferti alle torri gemelle, io voglio ricordarne un altro, di undici settembre.

Era il 1973, e quel giorno il presidente di un popolo sovrano, quello chileno, difendeva la sua legittimità mitra alla mano, incalzato da coloro che obbedivano al bene del dollaro e non a quello della propria terra.

Da Chileno fiero di essere tale posso dire che non posso che rispettare la figura di quest' Uomo e la sua forza, pur non condividendone assolutamente le idee. Anche se, politicamente, dovrei stare dalla parte del suo oppositore, Augusto Pinochet, per le idee che diceva (e sottolineo diceva) di portare avanti, non posso perdonare chi ha venduto la mia terra patria alla piovra a stelle strisce.
E' strano ed amaro per me constatare come nella mia amata America Latina siano coloro che si dicono "Fascisti" a svendere la propria terra agli interessi dell' internazionalismo livellatore mentre, a difendere i diritti di autodeterminazione dei popoli e le tradizioni sudamericane siano invece i socialisti e comunisti che dell' internazionalismo (almeno qui) fanno bandiera..
Purtroppo il fato (o meglio, gli interessi economici) ha fatto si che al Chile toccasse Pinochet invece di un Mussolini sudamericano, che sicuramente sarebbe stato molto meglio.


 
31 Agosto 2007

Il figlio del Sole: l’ Imperatore nipponico

Il Giappone viene dal cielo. Soli fra i reggenti dell’ età moderna gli Imperatori di questa terra poterono chiamare il Sole:”Madre”, poiché è da esso, la dea Amaterasu-o-mi-kami, che loro discendono; non diritto divino o mandato celeste, no, loro non furono strumenti nelle mani degli dèi o del fato, poiché essi stessi erano dèi e fato al tempo stesso.
È infatti detto nel Ko-gi-ki, testo principale della tradizione nipponica :<<Seguendo il comando, scenderò dal cielo>>. Questo è ciò che credono i giapponesi, questo è il Giappone. Un Impero non è tale grazie ad una notevole estensione territoriale che racchiude sotto di sé numerosi popoli e diverse lingue, poiché di natura simile possono anche essere anche molti imperialismi, un Impero è tale in funzione del mito che è alla sua origine e che costituisce la forza in grado di spingere una stirpe alla conquista del mondo, certa di avere una missione divina a cui adempire, un Impero è prima una creazione spirituale che politica, un impero è universale: Roma fu impero sin dal momento della sua fondazione, poiché il suo re sancì con gli dèi che così sarebbe stato e che da quel momento l’ Urbe avrebbe dovuto estendere il proprio dominio su tutto il mondo; così Roma, così il Giappone. Il compito della stirpe Yamato fu quindi quello di portare la luce e l’ ordine divino su tutto il mondo, questa volontà e questo destino si sono incarnati per almeno duemila anni nei membri della dinastia imperiale. Va qui specificato che quando si parla di dio non si intende il Dio assolutizzato delle religioni abramitiche, ma bensì un dio pagano, poiché pagano è lo shintoismo; inoltre quando si dice che il Sole è un dio non si deve pensare che i giapponesi di oggi e di ieri furono tanto ignoranti da credere ciò letteralmente poiché per il paganesimo la natura tutta è un simbolo e quindi il Sole è simbolo di Amaterasu-o-mi-kami e non essa stessa. Il Giappone è il solo fra gli stati orientali a sviluppare l’ industria prima della grande guerra e l’ unico fra gli stati moderni a trovarsi nella felice condizione di non conoscere il problema di una conciliazione fra l’ idea nazionale e quella religiosa:difatti in esso la religione è politica e la politica è religione, lo shintoismo ha come caposaldo la fedeltà assoluta all’ imperatore, quindi allo stato; nel rispetto delle leggi statali si risolve quindi anche il dovere religioso, viceversa una trasgressione di queste implica anche un sacrilegio e l’ essere considerati dei traditori a tutti gli effetti.


L’ Imperatore svolge quindi una funzione sia politica, avendo l’ “auctoritas” (come in Roma l’ aveva il senato),che religiosa, avendo anche il ruolo di pontefice (fautore di ponti) e costituendo quindi un legame ideale tra il piano divino e quello umano. Va detto in ogni caso che l’ imperatore regna ma non governa, difatti la storia del Giappone è costellata di lotte per accaparrarsi la “potestas” (che in Roma era rappresentata dai magistrati): le cosiddette “lotte per lo Shogunato” (solo nell’ VIII secolo vi fu un caso di un imperatore che deteneva anche la “potestas”). Se l’ Europa ha quindi, con la rivoluzione francese, eliminato la trascendenza della legittimità che, dall’ alto del piano divino, si sposta al basso del consenso popolare, il Giappone anche con la costituzione del 1889 impostagli dagli stati occidentali lascia che chi abbia la “potestas” sia considerato solamente un interprete della volontà imperiale; così inizialmente essa fu esercitata dagli anziani, dal1912 dai partiti politici fino a quando, nel 1933, essa passò in mano ai militari (l’ impropriamente detto “fascismo giapponese”) fino alla fine della seconda guerra mondiale quando l’ America costrinse l’ Imperatore a dichiarare di non avere una origine divina decretando così la morte interiore della stirpe Yamato; questo dramma venne meravigliosamente e drammaticamente esplicato nell’ opera di Yukio Mishima intitolata “la voce degli spiriti eroici”, lo stesso autore deciderà di commettere il suicidio rituale tradizionale, il seppuku, piuttosto che vivere in un paese che aveva perso il suo dio.




Tags: scritti
 
21 Maggio 2007

Gerarchia e democrazia

altro articolo scritto da me mesi fa per un forum:

la società egualitaria sta allo stato ORGANICO (e quindi gerarchico) come un oggetto inanimato (tipo un sasso) o un organismo unicellulare sta ad un essere vivente di un certo livello (un mammifero o un uomo) e ti spiego anche perchè.

quando tu dividi un due un sasso non avrai altro che due sassi, stesso discorso vale per gli organismi che si riproducono tramite scissione, se invece proverai a dividere a metà un uomo o un mammifero non avrai due creature viventi, ma un solo cadavere.
gli individui di una società egualitaria sono difatti tra loro uguali (per definizione) e non presentano una specificità nel ruolo, esattamente come le molecole che compongono una roccia non hanno qualificazioni particolari e valgono non in relazione alla propria QUALITA' ma bensì in relazione alla propria QUANTITA': tre chili di oro valgono di più di un solo chilo dello stesso minerale.
Il contrario invece vale per un essere vivente in cui ogni CELLULA (in contrapposizione alle MOLECOLE della roccia) ha un reale motivo per trovarsi nel luogo che occupa e non è sostituibile con una altra cellula qualsiasi, pena il malfunzionamento dell' organismo.
Sai come si chiama la patologia che vede l' esponenziale moltiplicarsi di cellule prive di ogni specificità in un organismo umano? TUMORE!
E' a causa dell' egualitarismo che questa società è affetta di tale male, è a causa di questa società malata che l' umanità eè divenuta un cancro per il pianeta terra!
La sovversione inizia con la rivoluzione inglese del Cromwell che porta l' assolutismo ad un regime di monarchia costituzionale, precedente che poi dovette dare ispirazione ai borghesi che scatenarono la rivoluzione francese.
Ora è vero che il re in quei casi era indegno, come coloro che lo circondavano e questo perchè, con l'assolutismo (e il totalitarismo, antitesi dello stato organico, ci tengo a precisare!) il re aveva voluto togliere influenza alla classe aristocratica facendola degenerare in una decadente corte di eunuchi.
In quel caso come negli altri che la storia riporta (il crollo dell' impero zarista con conseguente avvento del socialismo sovietico in russia) non era il principio ad essere errato ma bensì coloro che quel principio rappresentavano, come altro esempio posso porre quello di Martin Lutero che, visitando la Roma papalina e trovandola decadente e corrotta, pensò bene di creare uno scisma senza precedenti al centro dell' Europa in funzione anti-gerarchica e anti-imperiale.

Nello stato egualitario si ha la dittatura dei molti sui pochi, e alcuni potrebbero dire che questo sia positivo perchè così sono molti ad essere felici e pochi ad essere "sfruttati".. Ma io rispondo con una domanda:"QUANDO MAI LA MAGGIORANZA HA AVUTO RAGIONE?"
Nell' egualitarismo vi è il dominio della MASSA, entità che, come ho spiegato prima, è amorfa in contrapposizione al POPOLO, che è organico.
La massa è per definizione composta da individui mediocri e la mediocrità come sempre punta a guardare solo ed esclusivamente al proprio orticello senza curarsi di ciò che lo circonda.
Come possono dunque tanti egoismi agire in modo costruttivo? quando mai la somma di molteplici mediocrità ha portato una sola eccellenza?
MAI! E' questa la risposta.

La gerarchia passa attraverso il riconoscimento del proprio posto ed il disconoscimento di qualsiasi altra occupazione che non si confaccia alla propria natura (il Dharma degli Hindu) e nella bhagavadgita è detto che è meglio l' obbedienza imperfetta al prorpio dharma che quella perfetta a quello altrui; lo stesso Evola ebbe a dire che era nettamente meglio un contadino o un artigiano che adempissero pienamente al proprio dovere rispetto ad un monarca che non agiva in modo positivo.
Per quello che mi riguarda sarei ben lieto di lasciare ad altri il compito di gestire un impero dalle caste più elevate, riservandomi un posto da anonimo legionario nell' esercito o da sereno agricoltore che scandisce la propria vita tramite l' alternarsi delle stagioni.. questo ammesso, ovviamente, che ci siano persone molto migliori di me per rivestire quei ruoli di grande responsabilità.

La prevaricazione del ruolo altrui è un fenomeno che è nato proprio con le democrazie parlamentari poichè siccome TUTTI pososno ambire a TUTTO (almeno in teoria) ogniuno tenterà di arrivare all' apice della piramide senza riguardo alcuno per coloro che calpesterà in questa sua grottesca "scalata"..
Usare tante energie per educare mediocremente l' intera popolazione è sbagliato, in quanto si potrebbero usare molte meno energie per educare fino ai livelli più elevati una classe ristretta di aristocratici insegnando loro le buone virtù umane e il buon governo sin dalla più tenera età, educando il resto della popolazione all' apprendimento delle arti liberali.

Nella società egualitaria ad avere importanza non è difatti la virtù e il valore del singolo, è invece il conto in banca ad averla!

E tutto questo discorso l' ho fatto quasi non tenendo conto della metafisica, visto che volendovisi credere è detto che ogni uomo ha la propria sorte decretata dal Fato, quindi se qualcuno nasce in una determinata CASTA (e non CLASSE ECONOMICA, badate bene!) c' è un motivo e non è casuale.
E' anche da sottolineare la netta distanza tra le due classi inferiori: braccianti (shudra) e borghesi-artigiani(vaishya) (non tenendo conto della non-casta degli schiavi) e le tre superiori:Guerrieri (kshatriya), Sacerdoti (Brahmini) e, infine, la casta regale ove il monarca incarna il volgitore della ruota (chakravarti).
La differenza tra queste caste è di natura interiore e ontologica prima che sociale ed economica: uno delle caste elevate, l' Arya, ha delle energie interiori che, una volta risvegliate tramite l' iniziazione, lo renderanno superiore agli uomini comuni (Vir viene da Vis, forza e della stessa radice è Virtus, virtù; al contrario Uomo viene da Homo, quindi da Humus, terra, Umiltà è della stessa radice).



Tags: scritti
 
25 Aprile 2007

Finis Europae

Da poche ora è iniziato il venticinque di aprile, sono passati oramai sessantadue anni da quel tragico giorno che ogni buon Italiano dovrebbe voler cancellare dalla propria memoria, contrariamente a quanto suggerirebbe la logica questo giorno è stato eletto a "festa", invece che a "lutto nazionale".. E' così che questo popolo di vigliacchi festeggia assurdamente una sconfitta militare chiamando "liberatori" coloro che bombardarono le nostre città.. Appendete pure i tricolori ai balconi, folli! Questa non è la mia Italia, questi sono i momenti in cui sono felice di essere nato su un altro continente per avere meno sulle spalle il disonore di siffatti compatrioti. Tuttavia non tutti sono stati italiani a quel modo, lo so ogni volta che mi rivedo, diciassettenne, stringere l' avambraccio di un anziano signore che sulla giacca scura portava affisse decorazioni italiane e tedesche, tra le quali una croce di ferro, lo so perchè quell' uomo era uno di coloro che inquadrati nel battaglione Barbarigo difesero eroicamente la spiaggia di Netuno assieme ai volontari delle SS Italiane; su quei moli, su quelle spiagge, io ero solito passeggiare con i miei genitori mangiando un gelato quando ero più piccolo, totalmente ignaro del ruolo che quei luoghi avevano avuto nella storia d' italia, non mi chiedevo perchè ad Anzio solo gli americani trovassero posto nel cimitero militare.. Un piccolo pezzo di storia che, nella sua semplicità, fu incredibilmente significativo: Per la prima volta dall' otto settembre del 1943 (altra data da dimenticare) degli italiani avevano impugnato le armi contro l' invasore straniero!

Di queste gloriose giornate Adriano Romualdi scrisse nella introduzione de "Le ultime ore dell' europa":<<Pure, sulla via di Roma, dal lontano gennaio in cui erano sbarcati nel porto di Anzio, gli Americani avevano lasciato caterve di morti. E su questo medesimo fronte si erano verificati alcuni oscuri fatti d’armi, piccoli nella cronaca generale della guerra, ma gravidi di significato per l’onore del nostro popolo: per la prima volta dopo l’otto settembre soldati italiani avevano combattuto in prima linea contro l’invasore. In aprile, dopo l’incontro con Hitler a Klessheim, Mussolini aveva visitato le divisioni italiane addestrate in Germania. Con giubilo indescrivibile Mussolini era stato accolto da un unico grido levatosi dalle bocche di quei dodicimila uomini: «A Nettuno! A Nettuno!». Ora quella prima invocazione alla lotta e al sacrificio aveva trovato conferma nel sangue. Il battaglione Barbarigo, insieme ai volontari delle SS italiane, aveva tenuto valorosamente il fronte tra Borgo Piave e il lago Fogliano. Di mille ne rimasero meno di 400. Ad Ardea e a Pratica di Mare i giovanissimi della Folgore compirono prodigi di valore. Anch’essi si fecero uccidere fino all’ultimo uomo muovendo all’assalto dei cari nemici col moschetto e, all’occorrenza, anche col pugnale. Di 980 andati in linea il 31 maggio, il 3 giugno non ne rimanevano che 30. E questi trenta eroici disperati, ritirandosi verso Roma col cuore pieno d’angoscia per la scomparsa dei loro camerati, ancora trovavano la forza di fermarsi, di piantare le mitragliatrici, di scagliare le ultime, rabbiose raffiche contro il nemico.>>

Questa è l' unica Italia della quale accetto e sono fiero di essere cittadino, quella Italia che rivive nelle lacrime di quel reduce che narrava di come trovarono la morte in battaglia i suoi fratelli di armi, l' Italia di coloro che presero parte come volontari ad una guerra che sapevano oramai perduta. Non c' è un intento politico in queste mie poche parole, c' è solo la coscienza di essere cittadini di una Patria che sul piano della materia non esiste più ma che troverà eterna dimora nei cuori, siano essi giovani o vecchi, di coloro i cui occhi si illuminano ancora al suono delle parole "ONORE E FEDELTA'"!

 
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